OPERA AT WORK
FOR THE EARTHQUAKE

Di dimora in dimora

15 luglio 2013

Il genius loci verdiano abita il triangolo Roncole, Sant’Agata, Busseto. Una terra bagnata dall’Ongina che si estende tra filari di pioppi, cascine, argini, brine e nebbie. Verdi passa in questo angolo di mondo che gli ha dato i natali, ottanta dei suoi ottantotto anni di vita. Solo dal 1839 al 1846 si trasferisce a Milano. Per la maggior parte della sua vita, pur viaggiando moltissimo per raggiungere i teatri di tutto il mondo che lo acclamano (Parigi, Londra, San Pietroburgo, Genova, Venezia, Napoli) o località dal clima più gentile (Montecatini, Recoaro, Genova) per questioni di salute - farà puntualmente ritorno “a casa”, tra le sue nebbie e i filari di pioppi.
La sua prima casa è a Roncole , un’abitazione di mattoni rossi del Seicento attaccata al mulino, dove nasce con il nome di Joseph Fortuninus Franciscus. Qui suo padre gestisce un’osteria e una stazione di posta, dirimpetto all’abside della chiesa. E’ un luogo molto frequentato, un punto di riferimento in mezzo alla pianura padana. A pochi metri di distanza, il giovane Verdi suona per la prima volta l’organo e la spinetta che il padre gli regala, sotto la guida dell’organista Baistrocchi. Nel 1823 si iscrive al ginnasio, a Busseto, e nel 1934 si trasferisce a Palazzo Barezzi , casa del ricco commerciante in generi coloniali che lo prende in casa come un figlio e gli paga gli studi.
Si sposta tra Busseto e Roncole quando prende il posto di organista, dopo la morte di Baistrocchi. Nel ‘35 a Busseto diventa Maestro di cappella per nomina ducale e nel paese emiliano, nel ‘36, sposa Margherita, la figlia di Barezzi.  Con lei si insedia a Milano nel 1839,  a Palazzo Tedaldi Rusca, dove nascono i due figli, morti prematuramente, come accadrà presto a Margherita. Per sei anni Verdi vive nel capoluogo lombardo, è solo,  lascia la casa e si trasferisce in un albergo. Solo dopo il successo del Nabucco cerca una nuova abitazione milanese. Ma già nel 1844 con i primi guadagni importanti comincia ad acquistare campi intorno a Roncole, nel ‘45 compra Palazzo Dordoni a Busseto. Nel ‘47, mentre si consolida la sua relazione con Giuseppina Strepponi, si muove tra Milano e le Roncole,  prende casa a Parigi con la soprano. Nell’aprile del ‘48, mente l’Europa è scossa dai moti rivoluzionari, lui “il contadino delle Roncole”, come amava definirsi non senza vezzo, compra casa a Busseto. A  Sant’Agata cominciano i lavori di restauro e ampliamento, seguiti dal maestro con passione, competenza e puntiglio. Dureranno oltre trent’anni. “Così faccio l’architetto, il mastro muratore, il fabbro ferraio, un po’ di tutto. Quindi addio ai libri, alla musica, mi pare di aver dimenticato e non conoscere più le note”, scrive il Maestro. Ma come rivela l’architetto Cervellati,  in realtà i disegni di Verdi per i lavori di restauro, ispirati alla vicina Villa Pallavicino , fitti di note, sembrano pentagrammi. Qui Giuseppe e Giuseppina conducono una vita semplice, lui è diviso tra i campi e la musica. Compone in soli tre anni tutta la Trilogia popolare, poi Ballo in maschera , Forza del destino , Don Carlos , Aida e Falstaff . Scava pozzi artesiani, risana la terra, segue il lavoro dei contadini, compra nuovi poderi. Quando muore Peppina, nel 1897, la solitudine di Sant’Agata si fa grande e Verdi comincia a fare il pendolare tra la casa più amata e l’hotel Milan, dove si spegne il 27 gennaio del 1901.
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