ALL'OPERA PER IL TERREMOTO
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Per questa Traviata, al suo debutto il  13 maggio e in scena fino al 31,  i due principali palcoscenici bolognesi , il Teatro Comunale e l’Arena del Sole,  hanno co-prodotto  uno spettacolo in cui teatro di prosa e opera lirica si intrecciano.

 “Il sipario si apre su un dramma in prosa, tratto da La signora delle camelie di Alexandre Dumas. I personaggi sono interpretati da giovani attori. Una piccola orchestra in buca accompagna con discrezione la recitazione. Finché... finché, all’improvviso, preparata da un crescendo dell’orchestra, da una concitazione lirica e ritmica nella recitazione, esplode la prima aria da La traviata di Giuseppe Verdi. Quei giovani in scena non sono solo attori, ma veri cantanti. Le loro voci spiegate punteggiano il dramma nei momenti in cui la piena del sentimento non riesce più a rimanere confinata nella prosa” racconta così  lo spettacolo il regista Nanni Garella che per la stesura drammaturgica ha  preso le mosse dal romanzo di Dumas, dalla sua ambientazione borghese e dal racconto della vicenda tragica di Marguerite Gautier, Violetta nell’opera verdiana.

Come in un musical, il maestro Scannavini ha inserito nel tessuto della prosa i brani musicali tratti da Verdi, in una sorta di punteggiatura in musica nel dispiegarsi del racconto.

Ai brani recitati dunque si alternano le arie cantate dai giovani cantanti – Marianna Mennitti, Luciana Pansa, Néstor Losán, Michele Patti, Giovanni Maria Palmia, Nicolò Donini – cui si affiancano gli attori Umberto Bortolani e Marina Pitta. La struttura dello spettacolo  assomiglia  a “una ballad opera o meglio ancora un singspiel, nella accezione più antica, mozartiana, dove, –  sottolinea il regista –  a differenza dell’opera italiana, che prevede recitativi cantati, sono alternati al canto solo recitativi parlati, come nel teatro di prosa. I brani vocali, nei singspiel, sono generalmente semplici e strofici, simili ai lieder, liriche di ispirazione popolare. E cosa c’è di più popolare della arie de La traviata?”

 

Lo spettacolo  si avvale del contributo artistico del maestro  Claudio Scannavini, autore dell’elaborazione musicale, e del maestro  Massimiliano Carraro che dirige l’Orchestra del Teatro Comunale, in una formazione di diciassette elementi , e i  giovani cantanti  che si sono formati grazie a uno stage presso la Scuola dell’Opera del Teatro Comunale.

Le scene sono di  Antonio Fiorentino, i costumi di Claudia Pernigotti, le luci di Gigi Saccomandi, Gabriele Tesauri è il regista assistente.

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