ALL'OPERA PER IL TERREMOTO

23 luglio 2015

Riccardo Muti dirige il Falstaff


L’ultima opera di Verdi in scena a Ravenna dal 23 al 26 luglio


"Potrei dirigere Falstaff ogni sera, immergersi in essa significa vivere in uno stato di gaudio totale. Perché dentro c’è la nostra vita, ciascuno può trovarvi un pezzo di se stesso, vanità, debolezze, narcisismo, intrighi, l’amore vissuto nella sua forma più fresca e intensa…”.   Nelle  parole del Maestro Muti  si ritrova la grandezza e l’immortalità di questa ultima opera scritta da Giuseppe Verdi nel ritiro di Villa Sant’Agata . Un’opera “per piacer mio e per conto mio" - scrive Verdi - che in quelle stanze della bella villa Piacentina avrebbe voluto rappresentarla poiché “la vastità della Scala nuocerebbe all’effetto”.

Un concetto, quello di rappresentarla in questo modo ,all’ombra di una casa, la sua, ripreso dalla regista  Cristina Mazzavillani, che ambienta l’opera nei luoghi verdiani: la casa natale delle Roncole, recentemente ristrutturata in museo multimediale , il teatro di Busseto, villa Sant’Agata con la sua facciata ‘giallo Parma’ ed il suo grande parco,  costruito con cura da Verdi negli anni. 

Ed è proprio in quelle stanze, tra gli alberi del rigoglioso giardino, tra le nebbie dei "suoi" paesaggi, catturati nelle immagini che tratteggiano la caleidoscopica e virtuale scena,che  si muovono i personaggi di questo Falstaff. Cercando quella raffinata lievità che sola può esprimere questo disincantato addio al mondo e al gioco della vita.

Il capolavoro, è presentato al Teatro Alighieri di Ravenna, il 23, il 25 e il 26 luglio. Ad eseguire le musiche di Verdi, c’è l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza, diretto da Corrado Casati.
I principali personaggi dell’opera, Falstaff, Ford, Alice, Fenton, Nannetta, Mrs Quickly, sono interpretati nell’ordine da Kiril Manolov, Federico Longhi, Eleonora Buratto, Giovanni Sebastiano Sala, Damiana Mizzi e Isabel De.
Il programma di sala, a realizzato in collaborazione con l’Istituto per i Beni Culturali contiene, oltre al libretto, studi critici sull’opera e la figura di Giuseppe Verdi, e anche un saggio sul suo strettissimo legame con la fertile terra emiliana.

Questa rappresentazione giunge a conclusione di un percorso di commemorazioni per i 200 anni verdiani, con l’opera più significativa del Maestro, diretta dal suo maggior interprete e ambientata nei luoghi della vita di Verdi. Un modo per coniugare tradizione e cultura viva, nell’ambito di un Festival tra i più significativi a livello italiano. Si aggancia idealmente  ad Expo Milano, come evento culturale tra i più importanti che si svolgono nel periodo della esposizione universale. 

Falstaff, è anche l’unica opera che il Maestro Muti dirigerà quest’anno in Italia, e che lo vede impegnato nella prima masterclass per direttori d’orchestra e maestri collaboratori nell’ambito della "Riccardo Muti Italian Opera Academy": un'autentica accademia dell'opera italiana aperta ai giovani talenti di tutto il mondo.



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