ALL'OPERA PER IL TERREMOTO

"Amo la terra"

17 ottobre 2013

Agricoltore espertissimo che in poco meno di cinquant'anni riesce ad acquistare e a gestire in prima persona 700 ettari di terra, grazie ai proventi della sua musica che investe quasi interamente nella terra. Di questo Verdi, del paesano delle Roncole, del raffinato abitante di Villa Sant’Agata e del proprietario terriero che andava per mercati a contrattare i prezzi del bestiame, ci raccontano i quattro video disponibili da oggi sul nostro sito.
Si tratta di quattro testimonianze d’eccezione dai luoghi in cui Verdi visse e praticò con cura maniacale e capacità di innovazione l’agricoltura, la zootecnia e anche il giardinaggio in quello che all’inizio è il giardino della Peppina e ben presto diventa il suo giardino .
Ecco allora Angiolo Carrara Verdi , nipote del compositore, che ci accompagna tra le meraviglie di questo angolo di paradiso, a Villa Sant’Agata, sorprendente per la bellezza e eterogeneità delle piante che Verdi faceva arrivare da tutto il mondo.
Franco Sprega , dell’agriturismo Casa della Memoria di Fiorenzuola d’Arda, ci spiega invece come gli acquisti di terreni che si succedono nel tempo non siano casuali, ma dettati da una strategica ricerca dell’acqua. Verdi arriva ad acquistare due mulini e fa progettare una pompa idraulica da un ingegnere inglese per prelevare l’acqua dall’Ongina e irrigare i suoi terreni.
Massimo Spigaroli , chef stellato della Corte Pallavicina a Polesine Parmense, discendente di una famiglia di contadini che lavorava per il Maestro, fa emergere dalle memorie familiari anche i tratti più umorali del compositore, unitamente alla riconoscenza dei suoi avi per aver imparato dal suo gusto cosmopolita e raffinato, l’amore per l’eccellenza delle materie prime e delle preparazioni.
Massimo Dotti , dell’Associazione Le Roncole che gestisce la casa natale del musicista, si sofferma sulle origini contadine del genio della musica che amava “la terra perché ci dà il pane e l’erba, cioè il pane per gli uomini e l’erba per le bestie”.
Un proprietario terriero che riesce ad avere una resa media del frumento di circa 20 ettolitri (contro la media del tempo che era di 10) e 40 di mais, l'innovatore che intensifica l'allevamento, introduce l'erba medica e il trifoglio, intuisce la necessità di avere degli agricoltori che siano tecnici e si fa carico della condizione di vita dei suoi contadini.
 
I quattro video, sottotitolati in inglese, sono prodotti dalla Regione Emilia-Romagna, Assessorato all’agricoltura.
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