ALL'OPERA PER IL TERREMOTO

Il Concerto dell'Amicizia questa sera su RAI 1 alle 23.30

1 agosto 2013

Diretto da Riccardo Muti lo scorso 4 luglio nel cuore di Mirandola , il Concerto dedicato alle popolazioni vittime del drammatico terremoto che un anno fa ha colpito l’Emilia-Romagna.

In un’edizione del Ravenna Festival come quella di questo 2013, dedicata al ‘sentimento popolare’, la meta del Concerto dell’Amicizia è stata una città e una terra molto vicina, una destinazione che assumeva un valore fortissimo anche perché raggiunta nel nome della musica di Giuseppe Verdi, ancora una volta simbolo di una identità intorno alla quale rinsaldare valori che non sono certo solo musicali, ma culturali in senso lato, sociali e storici. In Piazza della Costituente, che per una sera è tornata a riempirsi di migliaia di persone, sul palco costruito in mezzo a transenne ed impalcature, fra il campanile del Duomo sventrato e la Loggia dei Pico ferita dalle crepe, Riccardo Muti ha portato un abbraccio, in musica, alla gente dell’Emilia così duramente colpita ma che, nonostante tutto, ha già ricominciato a vivere, sottolineando come: “Questa sera qui si fa vita e speranza di chi cerca pace, di chi cerca quella bellezza che Mirandola conserva intatta sotto le macerie”.
Un concerto di alto valore simbolico, dunque, che ha tratto ulteriore significato dall’unione di due orchestre giovanili, ma di livello artistico altamente professionale, quali la Cherubini e la Giovanile Italiana, con i giovanissimi allievi del Istituto ‘Vecchi-Tonelli’ di Modena e Carpi, della Scuola ‘Andreoli’ e della Banda Giovanile John Lennon entrambe di Mirandola, dell’Orchestra giovanile di fiati di Laureana di Borrello, e dei cori del Municipale di Piacenza, “Rossini” e “Gazzotti” di Modena, “Puccini” di Sassuolo. Ad interpretare alcune tra le pagine senza tempo delle opere di Verdi ( Forza del destino , Il trovatore , Un ballo in maschera , Traviata , Macbeth ) un cast di solisti di assoluto rilievo: il mezzo soprano Anna Malavasi, il tenore Francesco Meli, il baritono Nicola Alaimo, il basso Luca Dall’Amico e il giovane soprano Teona Dvali. Il finale è consegnato al Nabucco : prima la sinfonia, poi il coro pieno di potenza e intensità dell’inizio “Gli arredi festivi” e infine il “Va pensiero”, non a voce piena, ma grave e lento come una preghiera. E ancora una volta questa grande pagina dimostra di poter restituire pienamente il senso di una intera comunità. E’ il contributo di GiuseppeVerdi alla rinascita.
Immagini
  • Riccardo Muti
  • Foto di Silvia Lelli
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