ALL'OPERA PER IL TERREMOTO

I vini delle terre di Giuseppe Verdi

Nella food valley emiliana non potevano certo mancare importanti produzioni vitivinicole. Tra i vini di maggior diffusione troviamo il  Lambrusco che oggi, dopo attenta e appassionata selezione, gode di rinnovata attenzione da parte dei mercati internazionali.
E' un vino frizzante, rosso scuro, generoso, leggermente asprigno, dall'inconfondibile e ricercato profumo e dal moderato tenore alcolico. Appena versato mostra una schiuma violacea che subito si dilegua. Definito da Curzio Malaparte " il vino più garibaldino del mondo" , per Paolo Monelli, noto ghiottone ed esperto bevitore " è il vino che Dio fece: vispo, aspretto, ardito e brioso, bravissimo a spazzolare via dallo stomaco ogni eccesso di cibi e condimenti". Caratteristiche che lo rendono un ottimo abbinamento ai salumi di questo territorio, come il Culatello di Zibello , il  Prosciutto di Parma e i salumi Piacentini Dop .
 
Sui colli di Parma , si coltiva una produzione contenuta ma particolarmente curata di Malvasia , un vino dal profumo gradevole e aromatico, sapore armonico, secco o amabile, fermo o frizzante di bassa gradazione alcolica ideale per accostamenti con antipasti leggeri e piatti di verdura; perfetto, quando amabile, con i dessert.
 
In pianura invece, è da ricordare il vino Fortana del Taro , vino tipico della Bassa Parmense un tempo assai diffuso, oggi prodotto in quantitativi limitati nella zona di San Secondo, che gli dedica la tradizionale Fiera d'Agosto. La sua gradazione alcolica è particolarmente bassa e, oltre che per pasteggio, viene usato durante la preparazione del pregiatissimo Culatello di Zibello.
 
Anche la  provincia di Piacenza non è da meno in qualità e quantità di vitigni autoctoni. Oltre alla  Malvasia , qui si produce il Moscato Bianco , la Bonarda , e i ben più famosi  Gutturnio (che rappresenta il 40% della produzione) e Ortrugo .
 
Il Gutturnio  è ottenuto da un uvaggio di uve Barbera e Bonarda. Tradizionalmente è frizzante ma può essere prodotto anche nella versione ferma. Si beve generalmente giovane ma si presta anche all'invecchiamento.
 
L’Ortrugo, invece, ha origine da un vitigno autoctono dal grappolo biondo e compatto, in passato quasi completamente estirpato a favore della Malvasia, è stato riscoperto a partire dalla fine degli anni ’70 ed è oggi, accanto al Gutturnio, il portabandiera dell’enologia piacentina.
 
Per maggiori informazioni su tutti i vini dell'Emilia-Romagna :
Associazione Enoteca Regionale Emilia Romagna , Piazza Rocca Sforzesca - 40060 Dozza (Bo) T. 0542-678089
Immagini
  • Lambrusco, Associazione Enoteca regionale Emilia-Romagna, 2010
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